Redazione e correzione di una bibliografia: l’insidioso campo di battaglia

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Nel mestiere di redattore editoriale, ma anche quando si ha la responsabilità in prima persona di “scrivere” un testo, una delle parti più importanti (e più insidiose) è la bibliografia (non parliamo solo della bibliografia finale ma anche di tutti i rimandi interni al testo).

Insidiosa perché porta con sé una serie di “pericoli” che vanno ben oltre il classico refuso.

Proviamo ad elencarli.

Manca sempre qualcosa

Un grande classico delle bibliografie è che, anche con il più scrupoloso degli autori, inevitabilmente mancherà qualcosa:

  • uno degli autori di un’opera collettanea;
  • una parte del nome dell’autore;
  • la data di pubblicazione;
  • la città dell’editore;
  • l’editore stesso;
  • un pezzo del nome dell’editore;
  • il numero della rivista;
  • una parte del nome della rivista…

La casistica è molto ampia e per questa ragione sarebbe opportuno che per la bibliografia si effettuassero più letture e con più redattori diversi lasciando all’autore la responsabilità di risolvere tutti i dubbi.

Fatto tutto questo ci si dovrà uniformare alle norme editoriali della collana e della casa editrice per quanto riguarda la disposizione e la formattazione dei vari dati.

Nomi stranieri e titoli

Le bibliografie sono naturalmente colme di riferimenti a nomi stranieri. Oltre a controllare che tutto sia corretto e a verificare che i nomi rispettino la grafia originale, vanno riscontrate le maiuscole e le minuscole, che non sempre seguono le regole dell’italiano, va verificata la correttezza della traslitterazione senza dimenticare i caratteri speciali.

I titoli delle pubblicazioni devono essere completati con i sottotitoli e si devono tradurre in italiano possibili diciture rimaste come in originale (ad esempio eds che in italiano diventa a cura di).

Case editrici che cambiano sede e nome

Nel settore editoriale capita di frequente che una casa sia acquisita da un’altra, che modifichi il nome o la sede nel tempo.

Naturalmente l’accortezza dovrebbe essere quella di mantenere nome e sede dell’anno dell’opera cui facciamo riferimento. Non sempre è possibile risalire agli originali, perché magari stiamo citando un’opera a sua volta citata in un’altra opera o perché l’originale è antico e fuori pubblicazione ma in generale la regola si può abbastanza ragionevolmente seguire.

Cito la traduzione o l’edizione originale?

Qui ci sono svariate scuole, alcuni editori citano l’anno dell’edizione originale ma con il nome della traduzione italiana, altri direttamente l’anno della traduzione italiana. Possibilmente l’ideale sarebbe metterle entrambe, facendo anche riferimento alla specifica edizione italiana utilizzata, con relativo anno (perché magari non è la sola che è stata tradotta e pubblicata).

Fuori tempo limite

Tipicamente la biblio si fa alla fine ed è un lavoro che richiede molto tempo quando di tempo non ce n’è più. Allora si devono letteralmente fare i salti mortali e procedere a un lavoro complesso e ad altissima carica di errore potenziale in tempi risicatissimi.

L’accortezza è quella di programmare il lavoro (e possibilmente i preventivi) calcolando sempre almeno 1-2 giorni in più di margine per la bibliografia anche perché spessissimo gli autori arriveranno molto molto lunghi nel dare le risposte ai dubbi.

Quando l’autore fa il furbish

Capita non raramente che l’autore tenda a fare un po’ il furbo e citi opere nella bibliografia che non ha letto, di cui prende un riferimento non del tutto corretto o completo dalla Rete o da altre opere.

Il revisore dovrà segnalare ogni genere di scollamento tra i dati che riscontra e quelli che aveva trovato scritti e farli risolvere all’autore. Ci saranno molti casi in cui i riferimenti presenti nella biblio finale ma non nell’opera verranno semplicemente fatti togliere dall’autore, altri in cui l’autore non risponderà al dubbio e cercherà di “far finta di niente”. Però è essenziale stare addosso all’autore e se non risolve il problema (o non siamo in grado, senza lasciare ombre di dubbio, di farlo noi) tornare all’attacco per trovare una corretta soluzione.

Uniformare, uniformare, uniformare

Giunti Organizzazioni Speciali, Giunti O.S. o Giunti OS? Tutti e tre insieme no, si dovrà uniformare secondo una sola versione e mantenerla per tutta la biblio. Sono casi che si ripetono spesso e su cui va posta attenzione chiedendo la versione ufficiale, se è presente, o stabilendone una con l’editore.

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